Angelo Camillo De Meis

Biografia

Angelo Camillo De Meis

Nasce a Bucchianico il 14 luglio 1817 e viene avviato agli studi a Chieti, nel Regio Collegio Convitto, dove conoscerà i fratelli Bertrando e Silvio Spaventa, dei quali diverrà amico inseparabile.
Nel 1832 Camillo si trasferisce a Napoli per proseguire gli studi. Oltre che alle discipline specifiche mediche, il giovane studierà e s’appassionerà ad argomenti letterari, naturalistici, filosofici. Nel 1841 Camillo prende la laurea in medicina teorico-pratica, nel 1841 diviene socio dell'Accademia degli Aspiranti naturalisti, di cui sarà Presidente nel 1848; proprio in quell'anno viene eletto deputato dell’Abruzzo Citra (Collegio di Chieti) alla Camera Napoletana, sostenne la protesta di Pasquale Stanislao Mancini contro la repressione operata dalle truppe borboniche contro i manifestanti del 15 maggio e l'accusa di tradimento al re.

Fu quindi costretto all'esilio: dopo un soggiorno a Genova a Torino, si stabilì a Parigi. Esercitò gratuitamente la professione di medico per gli esuli ed gli emigrati italiani; insegnò antropologia all'università ed entrò in contatto con il mondo scientifico parigino, diventando assistente del fisiologo Claude Bernard ed ottenendo da Armand Trousseau l'incarico di insegnare semeiotica medica. Strinse anche un proficuo rapporto con il filosofo Victor Cousin.
Nel 1853 si trasferisce a Torino dove rimarrà fino al 1859 esercitando la professione medica. Poi si trasferirà per insegnare Fisiologia presso la Facoltà Medica dell’Università di Modena. Nel 1863 viene nominato professore di Storia della Medicina nell’Università di Bologna, cattedra che terrà per 28 anni, fino alla sua morte. Inutilmente, e a più riprese, la Facoltà Medica di Napoli gli offrirà la stessa cattedra all’Università partenopea: neppure sollecitato dal carissimo amico Francesco De Sanctis, allora ministro dell’Istruzione, egli accetterà. Nel 1870 si verifica una gran carestia in Italia; nascostamente e senza che alcuno possa risalire alla fonte, Camillo De Meis organizza la distribuzione gratuita di venti centesimi di pane al giorno e per persona, a tutti i cittadini di Bucchianico che ne facciano richiesta. Di questa operazione, che costerà a Camillo qualche migliaio di lire (di allora!), si scoprirà il benefattore solo dopo la morte dello stesso quando, riordinando le carte del suo studio a Bologna, si troveranno i mazzetti di cedolette che davano diritto alla razione di pane, annullate per l’avvenuta distribuzione. Il 18/10/1890 in una lettera a Cesare De Laurentis, sindaco di Chieti, De Meis dichiara di voler mandare parte dei suoi libri “alla nostra città di Chieti” a titolo gratuito.
Il 6 marzo del 1891 Angelo Camillo De Meis muore all’età di 73 anni.