La storia della Festa

L'origine della "ciammaichella"

La festa dei banderesi nasceva nel lontano medioevo, periodo il quale fu teatro di molti scontri militari in quasi tutto il territorio nazionale. Fatto sta che in quegli anni nel nostro centro cominciava ad esserci la pressione del comune vicino: Teate, l'attuale Chieti. Minacciata da quest'ultima con truppe poste al confine bucchianichese, lungo la valle dell'Alento. In quel momento tutta la popolazione bucchianichese fuggì dentro le mura del paese, dove chiese protezione al Sergentiere (capitano della truppa comunale). Durante questa emigrazione i cittadini furono vestiti di bande rosse ed azzurre, come i colori dei vessilli cittadini (da ciò l'appellativo "Banderese"). Gli uomini si preoccuparono di trasportare provviste attraverso l'utilizzo di carri trainati da buoi, mentre le donne, attraverso l'utilizzo di canestri, avevano il compito di racimolare tutto quello che c'era di più importante all'interno della casa. La tradizione, confermata da fonti storiche, voleva l'attuale capoluogo come il più forte militarmente e il destino di Bucchianico di ottenere la propria indipendenza andava pian piano affievolendosi. Ma S.Urbano, in quegli anni prottettore del paese, consigliò in sogno al Sergentiere un ottima strategia "militare" per sconfiggere il nemico, ciò consisteva nel far armare tutti gli uomini con corazze, pennacchi variopinti e farli correre in un movimento a serpentina 2006_05210097copia.jpg(poi ribattezzato ciammaichella), sin dalle prime luci dell'alba, sui confini delle mura. Il sistema portò l'illusione di un nuovo esercito giunto nella notte a sostegno della truppa comunale. I teatini caddero nel raggiro e si ritirarono concludendo una trattativa pacifica con Bucchianico.

L'adorazione certa del santo risale al 1034 quando in una biografia di Sant'Aldemario Abate dove si narra che il santo fondò un monastero adiacente ad una chiesa edificata in onore a S.Urbano, il convento si intitolò a S.maria Maggiore e nella chiesa, oggi non più esistente, il vescovo Pietro di Salpi nel 1243 ripose il corpo di Sant'Urbano sotto l'altare maggiore.

Un'altra epigrafe inizialmente murata nella chiesa del purgatorio, attualmente posta all'ingresso della chiesa del Santo, ci conferma che già nel 1280 si celebrava la festa. Infine la comunità di bucchianico è stata sempre redentrice del suo santo, infatti sono tornati agli albori bilanci del lontano 1764, dove si narra dei festeggiamenti, in onore del santo, nel giorno del 25 maggio.

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