La rivoluzione dei media
Quando tutti fanno informazione
Oggi su Bucchianico.net Daniele ha inserito
il logo del V2-Day di Beppe Grillo e, cliccandoci sopra, navigo il sito dell'iniziativa del comico Genovese, che il 25 Aprile prossimo, si appresta a manifestare a favore della "Libera
informazione in libero stato" ma soprattutto a chiedere l'abolizione:
- dei finanziamenti pubblici all'editoria
- dell'ordine dei giornalisti
- della legge Gasparri
In un Paese come il nostro dove l'articolo 21 della Costituzione sancisce:
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di
violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali
di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore
successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume.
La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.
può risultare strano che un comico raduni adesioni per attuare un articolo costituzionale...eppure ce n'è bisogno!.
Ma è ancor più paradossale documentarsi su Grillo e trovare questo (è lungo ma ne vale la pena) oppure questo:
Che idea mi sono fatto di tutto ciò?
Noi siamo anime pensose, non smettiamo di esserlo e giudichiamo solo con la nostra testa, filtrando ed assimiliando ciò che per noi è giusto o sbgliato senza che qualcuno ci venga ad
imboccare principi ed etiche che spesso non ci appartengono.
Luca
partecipare è il minimo che dobbiamo fare!!! oggi un piccolo episodio mi ha fatto andare in bestia... ormai viviamo in uno stato ladrone che spreme i cittadini come limoni! spero che in futuro ci saranno altri V day,perchè la lista è lunga...
ALEX
Grande Daniele finalmente...al V2 DAY dobbiamo essere in tanti, l'informazione e alla base della democrazia.LIBERA INFORMAZIONE IN LIBERO STATO...
Danilo
Siamo arrivati ad un punto di non ritorno, troppi interessi di mezzo fanno si che ogni informazione abbia dietro un doppio fine e ci si allontanà sempre di più dalla verità. Concordo con Gianluca, dobbiamo essere così intelligenti da "saper leggere" e filtrare ogni cosa. mi rendo conto che in questo modo passa la voglia di informarsi e si rischia di seguire il primo bravo cantastorie e diventare delle pecorelle... mi viene sempre + voglia di scappare da questo mondo e starmene in disparte con le poche cose buone :=) kiss kiss
Luca
Grillo potrà essere pure un furbacchione...non mi sorprenderebbe,visto il potere che ha acquisito! è questo significa solo una cosa: il fallimento della politica e dello stato! ormai siamo allo sbando,è molto facile cadere nelle tentazioni di qualcuno... però a Grillo dò atto di una cosa,l'aver svegliato molte coscienze che latitavano,compreso la mia. fatevi un giro sul link che segnalo... poi mi direte! mai come oggi c'è bisogno di unirsi... perchè come si dice: L'unione fa la forza! ciao
ALEX
Vi invito a vedere su YOUTUBE una proposta fatta dal nostro governo da far vomitare...scrivete GRILLO LEVI PRODI il primo filmato
Daniele
Per tutti coloro che volessero vedere il video ho messo il link qui sotto, basta premere play
Gianluca
Conoscevo gia la legge ed all'epoca ne rimasi scandalizzato ma non è la prima volta che un "nullafacente in giacca e cravatta con la panza" tenta di vincolare un qualcosa a lui astratto.
Altri esempi paradossali li trovate su Punto-Informatico.it cercando "Gentiloni registro" oppure il mitico Gasparri.
Parto da quest'ultimo.
Com'è possibile che in un Paese dove la banda larga latita si investono fior fiori di denaro pubblico per spingere il digitale terreste?
Perché Berlusconi spese i nostri soldi per i suoi canali? Silvio, mentre regalava decoder, non si è reso conto che restare senza i suoi """bellissimi programmi televisivi""" non provocava nessun danno alla nazione ma nemmeno che l'assenza di connettività a banda larga potesse penalizzare il suo bel paese.
Questa sua distrazione ci portò ad andare contro corrente negli anni dove l'Europa investiva sulla rete e noi sui programmi di Maurizio Costanzo.
Adesso qualche berlusconiano, oltre a dire che chi scrivi su questo sito non ha proprio nulla da fare, potrà aggiungere che il digitale terrestre è la tv del futuro e che altri Paesi europei hanno intrapreso la stessa strada di Silvio. Si si, questo è quello che vuole farvi credere lui perché, se analizzate bene la situazione mondiale delle comunicazioni, noterete che telefonia (VoIP) e TV (IPTV) divergono entrambe su Internet ma in Italia no...noi abbiamo Mediashopping sul digitale terreste.
Terminate le scorte di decoder in magazzino, arriva il governo Prodi e, con un colpo di genio, sistema il bravvisimo commissario strordinario Rossi alla guida di Telecom. Romano è un talento incompreso, un Cassano della politica.
Ma Tronchetti Provera chi l'aveva sistemao lì? Prodi!
Tronchetti Provera capisce di comunicazioni come io di astronomia e solo quando è riuscito a far perdere più del 50% del valore azionario alla Telecom, l'hanno fatto dimettere, ovviamente con una cospicua buona uscita.
Contanto che Telecom fu regalata quando venne privatizzata chi ci ha rimesso è l'Italia o meglio, noi cittadini.
Il problema è che abbiamo una classe politica che si avvicenda da anni, che dimostrano la loro incompetenza ma qualcuno continua a votarli.
Assegnano cariche in base all'estrazione del lotto: Mastella ministro della giustizia, Di Pietro alle infrastrutture ma la storia si ripete sotto falso nome: PD e PDL, e sotto datate novità: Berlusconi e Veltroni (powered by Prodi & D'Alema) candidati premier.
Di una cosa sono certo: Internet non la prenderanno mai e con essa tutte le persone che hanno curiosità verso l'informazione, che si documentano ma soprattutto che non credono ai loro banali, stupidi e ripetitivi slogan da campagna elettorale.
Floriano Mazzella
Leggo da Wikipedia : LIBERTA' DI STAMPA IN ITALIA In Italia la libertà di stampa, nasce progressivamente con la caduta del regime fascista di Benito Mussolini, verso la fine della dittatura del maresciallo Pietro Badoglio, dalla primavera del 1943 e in Italia nei territori liberati durante la fine della seconda guerra mondiale. Durante il fascismo, la libertà di stampa non esisteva affatto nelle zone controllate dai miliziani della Repubblica di Salò. Con la Liberazione di Roma nel 1944 da parte delle truppe angloamericane, esplodono una serie di fermenti politici che covavano sotto la cenere imposta dalla censura fascista, ed ogni idea politica si esprime sotto forma di giornali stampati in fogli ciclostilati che vengono distribuiti a mano nella città. Con il secondo governo Berlusconi e il susseguente Berlusconi bis (2001-2006) si riscontra una grave e celata perdità di libertà di informazione. Tant'è che, nel suo rapporto annuale del 2005, Freedom House declassa l'Italia al 77° posto nella scala mondiale, unico paese partly free (semi-libero) dell'Europa occidentale. Nel rapporto relativo al 2006 il nostro Paese è scivolato al 79° posto assieme al Botswana, continuando a essere l'unico Paese parzialmente libero dell'Europa occidentale. La Libertà di stampa in Italia é garantita dall'art. 21 della Costituzione [modifica] La costituzione italiana nasce forse nel migliore dei momenti, in un periodo di aperta dialettica tra gli schieramenti di destra e di sinistra, con la chiesa cattolica che esercita pressioni per salvaguardare la morale ed il buoncostume, e residui delle forze di estrema destra che volevano garantire l'accesso ai mezzi d'informazione anche alle minoranze più risicate. L'articolo 21 della Costituzione Italiana si trova nella Parte I che regola i "Diritti e Doveri dei Cittadini", al Titolo I sotto la voce "Rapporti Civili". Tuttavia, a differenza dei corrispondenti articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo sancita dalle Nazioni Unite e da quella dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea, che non prevedono limiti, la Carta Costituzionale italiana stabilisce dei limiti, che principalmente rientrano nei reati d'opinione (es. apologia) e in quelli contro la morale. La decisione spetta unicamente alla magistratura, che istruisce le forze dell'ordine per provvedere eventualmente al sequestro.















